Regolamento prestiti Inpdap 2018: la normativa aggiornata

Regolamento prestiti Inps Inpdap 2018

Il Regolamento prestiti Inpdap è l’insieme di norme che stabilisce le condizioni di erogazione e rimborso dei prestiti Inpdap. Finanziamenti che in passato erano erogati direttamente dall’ente previdenziale della pubblica amministrazione, ma dal 2012 sono passati di competenza dell’Inps.

Con la soppressione dell’Inpdap infatti tutte le prestazioni dedicate a dipendenti e pensionati pubblici sono passate all’Inps. Prestazioni sono amministrate da un apposito ufficio, la Gestione Unitaria delle prestazioni creditizie e sociali.

I prestiti Inpdap si dividono in due categorie di prodotti: piccoli prestiti e prestiti pluriennali. I piccoli prestiti consentono di ottenere somme relativamente basse con le quali affrontare spese impreviste.

I prestiti pluriennali Inps ex Inpdap invece sono pensati per chi deve far fronte a spese importanti. Ma vediamo nel dettaglio le caratteristiche dei finanziamenti agevolati ex Inpdap.

Conduzioni del piccolo prestito Inpdap

I piccoli prestiti rientrano nella categoria dei prestiti personali. Possono durare 12, 24, 36 o 48 mesi e prevedono rate a cadenza mensile decurtate direttamente dalla busta paga o pensione del beneficiario.

La somma finanziabile viene definita in base al reddito del richiedente. Per ogni anno di durata del finanziamento è possibile ottenere una somma pari a due mensilità di stipendio o pensione percepita dal richiedente.

Nel caso in cui il richiedente abbia in corso trattenute sullo stipendio o sulla pensione, la somma massima finanziabile si riduce a una mensilità per ogni anno di durata del prestito.

 

Il tasso di interesse (Tan) è sempre fisso al 4,25%. Sull’importo lordo del finanziamento si applica inoltre un’aliquota dello 0,5% per le spese di amministrazione.

È previsto inoltre il pagamento di un premio per il Fondo Rischi, che viene definito in base alla durata del prestito e all’età del richiedente.

Prestiti pluriennali Inps ex Inpdap

I prestiti pluriennali sono concessi ai dipendenti e pensionati pubblici iscritti alla Gestione Unitaria delle prestazioni creditizie e sociali. Ai fini dell’accesso al credito è necessario poter vantare almeno quattro anni di versamenti contributivi presso la suddetta Gestione. Richiesta anche un’anzianità lavorativa utile ai fini della pensione pari ad almeno 4 anni.

Per i dipendenti pubblici è richiesta anche la presenza di un contratto di lavoro a tempo indeterminato. Tuttavia quest’ultimo non è un requisito imprescindibile. L’Inps infatti eroga prestiti pluriennali anche i lavoratori pubblici con contratto a tempo determinato, a condizione che il contratto abbia una durata non inferiore a 3 anni e sia attivo durante tutto il periodo di rimborso.

Come già accennato, il Regolamento prestiti Inpdap prevede la concessione dei prestiti pluriennali solo per specifiche necessità. Quanti richiedono il finanziamento devono infatti specificare nella domanda la ragione per cui si richiede il denaro. Il finanziamento verrà accordato solo se la finalità del prestito rientra tra quelle ammesse dal Regolamento prestiti Inpdap.

Riportiamo di seguito alcune delle finalità per cui è possibile richiedere un prestito pluriennale.

  • Lavori condominiali della casa di proprietà;
  • Spese per l’installazione di impianti di energia rinnovabile nell’abitazione di residenza;
  • Interventi di manutenzione ordinaria per l’abitazione di residenza;
  • Acquisto di un’auto;
  • Cure odontoiatriche per i richiedente, il coniuge o i figli a carico;
  • Acquisto o costruzione della prima casa;
  • Estinzione anticipata o riduzione di un mutuo in corso sottoscritto dal richiedente o dal coniuge;
  • Interventi di manutenzione straordinaria o ristrutturazione edilizia della casa di proprietà;
  • Grave malattia di un componente del nucleo familiare del richiedente.

Rimborso e tasso di interesse

A seconda della ragione per cui si richiede il finanziamento, il prestito pluriennale può durare 5 o 10 anni, come stabilito dal Regolamento prestiti Inpdap. Il Tan è fisso al 3,5% e come per i piccoli prestiti abbiamo spese di amministrazione e premio Fondo Rischi.

La somma finanziabile viene definita in base al reddito percepito dal richiedente e nel rispetto dei limiti fissati dall’Inps. Il Regolamento Prestiti Inpdap stabilisce infatti dei tetti massimi per alcune delle finalità previste per i prestiti pluriennali. Per fare un esempio, chi richiede un prestito per l’acquisto della prima casa ottiene al massimo 150 mila euro.

 

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