Riforma pensioni Inps e Inpdap, le novità introdotte dal Governo Renzi

Riforma pensioni Inps e Inpdap, le novità introdotte dal Governo Renzi. Con l’intento di ridurre qualunque disparità, l’esecutivo guidato da Matteo Renzi sta valutando l’introduzione di una legge universale relativa alle pensioni, in grado di coinvolgere i lavoratori autonomi e dipendenti, operanti sia nel pubblico che nel privato.

Stiamo parlando di una proposta volta alla concessione del ritiro anticipato in relazione ai traguardi definiti dalla Legge Fornero in cambio del computo della pensione con il metodo contributivo. La riduzione dell’entità dell’assegno può toccare il 30% rispetto al computo con il sistema retributivo, ossia prendendo in esame la retribuzione dell’ultima busta paga.

 

Il ritiro andrebbe a delinearsi a partire dai 57 anni a fronte di 35 anni di contributi per lavoratori dipendenti. Scatterebbe invece a 58 anni, sempre con 35 di contributi, per i lavoratori autonomi. Le donne facenti parte del settore pubblico hanno l’opportunità di andare in pensione a 64 anni, a condizione che entro il 31 dicembre 2012 sia stata maturata un’anzianità contributiva di 20 anni. Al vaglio anche l’eventualità di ritiro dei lavoratori pubblici a 64 anni con un'anzianità contributiva di 35 anni raggiunta entro il 31 dicembre 2012.

Recentemente il Ministro per la Funzione Pubblica Marianna Madia, in merito alla questione della riforma e in modo particolare gli scatti di carriera e la pensione, ha dichiarato: "Abbiamo cancellato la norma che consente di rimanere nella pubblica amministrazione oltre l'età della pensione. Se arrivi all'età della pensione vai in pensione e non puoi più lavorare per la pubblica amministrazione".

 

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