Tfr cos'è? Quali meccanismi ne regolano il funzionamento?
Il trattamento di fine rapporto, noto anche con la semplice dizione di “liquidazione”, non è altro che la somma fornita dal datore di lavoro al dipendente quando termina il rapporto professionale. Il Tfr si realizza grazie all’accantonamento annuale di una quota corrispondente al 6,91 % della retribuzione lorda.
Per comprendere il meccanismo di calcolo del TFR dovete considerare la retribuzione con acclusi tutti i parametri contributivi corrisposti in dipendenza del rapporto lavorativo. Ogni importo che viene accantonato subisce il fenomeno di rivalutazione. È prevista l’applicazione di un tasso dell’1,5% in misura fissa e del 75% dell'aumento dell'indice dei prezzi al consumo Istat.
Dobbiamo tuttavia considerare che quando il dipendente consegue effettivamente la liquidazione, il Tfr è soggetto a una tassazione basata sull’aliquota Irpef media del lavoratore nell’anno in cui è ottenuta la liquidazione.
Per quanto attiene la parte di Tfr inerente agli anni di lavoro che decorrono da gennaio 2011, l’amministrazione finanziaria si fa carico di riliquidare l’imposta, considerando l’aliquota media di tassazione del lavoratore nel corso degli ultimi cinque anni.
Tfr cos'è? Le forme pensionistiche complementari
Dal 2007 ogni lavoratore dipendente, fatta eccezione dei lavoratori domestici e dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni, può decidere di destinare il Tfr alle forme pensionistiche complementari oppure di conservarlo presso il datore di lavoro. La scelta relativa alla destinazione del Tfr deve essere comunicata sfruttando il modulo TFR 2 allegato al decreto del Ministero del lavoro 30 gennaio 2007.