Guida ai mutui Inpdap: quando e come richiederli? Sia i dipendenti che i pensionati pubblici possono fruire di differenti tipologie di prestito Inpdap. La scelta dipende da diverse variabili, decisiva, in modo particolare, l’esigenza che muove la richiesta.
A partire dal 2012 l’Inpdap è in realtà confluito nell’Inps. Adesso l’insieme delle attività previdenziali del settore pubblico è affidato alla Gestione Dipendenti Pubblici dell'istituto nazionale di previdenza sociale.
I prestiti Inpdap sono fornito dal medesimo ente di previdenza, grazie a uno specifico fondo (Gestione unitaria autonoma delle prestazioni creditizie e sociali), oppure mediante istituti finanziari convenzionati che presentano soluzioni ad hoc. Generalmente vi sono tre categorie di prestiti: il piccolo prestito, i prestiti pluriennali e i mutui.
Guida ai mutui Inpdap: chi può fare richiesta? La domanda può essere inoltrata da dipendenti e pensionati. Il mutuo è destinato a quanti vogliono conseguire l’acquisto della prima casa. L’importo è finanziabile fino a una cifra massimo di 300mila euro, mentre la durata varia da un minimo di 10 a un massimo di 30 anni.
Quali sono i requisiti? Per inoltrare la domanda di finanziamento è essenziale risultare assunti con contratto a tempo indeterminato oppure essere pensionati iscritti alla Gestione autonoma delle prestazioni creditizie e sociali da almeno 3 anni.
I mutui richiedibili possono essere sia a tasso fisso che variabile. La richiesta va presentata utilizzando i canali web rispettando i termini previsti ogni anno dall’ente di previdenza. Per maggiori informazioni visitare il portale ufficiale Inps.