Finanziamenti a tasso agevolato: l’iniziativa di Invitalia
La disoccupazione giovanile, non è un mistero per nessuno, ha raggiunto da tempo livelli critici. A questo problema si aggiungono le difficoltà che un’altra categoria sottovalutata è costretta ad affrontare: le donne. Se i giovani non riescono a entrare nel mondo del lavoro – e quando lo fanno sono precari – le donne ricevono spesso un trattamento salariale inferiore e incontrano maggiori ostacoli nel far carriera.
Invitalia (fondo governativo che fa riferimento al Ministero di Economia e Finanze) è intervenuto di recente per cercare di migliorare la situazione lavorativa di giovani e donne. In un periodo contrassegnato dai postumi della crisi, e in cui è impossibile creare posti di lavoro per decreto, il fondo premia l’autoimprenditorialità di giovani e donne. In estrema sintesi, offre finanziamenti agevolati. Nello specifico, finanziamenti a tasso zero.
Finanziamenti a tasso zero per start up giovanili e femminili
A chi si rivolgono i finanziamenti a tasso zero? Il target è costituito da micro e piccole imprese, anche riunite sotto forma di cooperative, composte per almeno la metà da giovani sotto i 35 anni o da donne. Queste imprese devono essere nel pieno esercizio dei loro diritti, non devono essere in liquidazione, non devono risultare inadempienti nei confronti di un debito pregresso. Le imprese possono essere impegnate nella produzione di beni, nell’erogazione di servizi, nella trasformazione di materie prime. Non ci sono limitazioni circa il settore merceologico.
Il finanziamento consiste nella cessione, sotto forma di prestito, di una cifra non superiore a 1,5 milioni di euro. La cifra stessa non deve coprire più del 75% delle spese oggetto del finanziamento. Gli interessi, com’è stato già anticipato, sono nulli. Il periodo di rimborso consiste in otto anni (anche se è possibile scegliere periodi inferiori).
Finanziamenti a tasso zero giovani: le condizioni
Quali sono le spese oggetto del finanziamento? Per quali spese la micro o piccola impresa può richiedere il finanziamento? In breve, sono ammesse spese che riguardano l’acquisto di beni sia materiali che immateriali.
Della prima categoria fanno parte il suolo aziendale, i fabbricati, le opere murarie o edili, gli interventi di ristrutturazione, i macchinari, le attrezzature, gli impianti, computer e hardware informatici, software. Della seconda categoria (beni immateriali) invece fanno parte i brevetti, le licenze, i marchi, la formazione e i corsi di aggiornamento per soci e dipendenti, consulenze specialistiche.
I soggetti richiedenti possono inoltrare a Invitalia la domanda di partecipazione a partire dal 13 gennaio 2016. Le domande dovranno essere accompagnate dai piano di impresa (business plan) che illustrano attività e prospettive dell’impresa. Per ulteriori informazioni vi invitiamo a visitare il portale ufficiale Invitalia (invitalia.it).