Credito per cattivi pagatori

Cattivi pagatori: chi sono

In gergo tecnico, un cattivo pagatore è colui che, a causa di pregressi ritardi o mancati pagamenti di prestiti, esporrebbe in caso di finanziamento l’istituto erogatore a un alto rischio di insolvenza. I cattivi pagatori vengono iscritti in appositi registri, che possono essere visionati in qualunque momento dai finanziatori. E’ ovvio che, in questa prospettiva, ottenere un nuovo accesso al credito sia veramente difficile per un cattivo pagatore.

Ma di quali colpe si è macchiato un cattivo pagatore per essere bollato come insolvente o probabile insolvente? Le azioni sono tre:

  • Non ha corrisposto una o più rate di un mutuo o di un finanziamento.
  • E’ stato soggetto al sequestro di uno o più beni.
  • Ha emesso assegni scoperti e non ha erogato la liquidità secondi i termini stabiliti dalla legge.

Sono tre eventualità che possono capitare nella vita di un debitore. Nonostante la frequenza con cui queste situazioni emergono, soprattutto in tempo di crisi, l’accesso al credito per cattivi pagatori, almeno nelle forme consuete, è impossibile. Esistono però forme alternative di finanziamento che rendono il credito per cattivi pagatori una concreta possibilità. Ecco quali sono.

Prestiti per cattivi pagatori: cosa offrono gli istituti

La prima forma di prestito di cui anche un cattivo pagatore può beneficiare è la cessione del quinto. Il rischio insolvenza viene dissipato attraverso l’azione diretta sulla busta paga di chi ottiene il finanziamento. In questo modo, il pagamento delle rate è assicurato. La cessione del quinto è una formula che apporta alcuni vantaggi non solo all’istituto ma anche al soggetto finanziato: questi non si deve preoccupare del pagamento della rata, che avviene infatti in automatico.

 

La seconda forma è il prestito cambializzato. E’ un prestito che non presenta grosse differenze dai normali finanziamenti. L’unico elemento di diversificazione è rappresentato dallo “status giuridico” della rata, che in questo caso si comporta come se fosse un titolo esecutivo.

Questa particolarità consente di abbassare drasticamente il rischio insolvenza poiché consente all’istituto erogatore di procedere in modo quasi diretto con il pignoramento dei beni. Il prestito cambializzato è quindi una formula che da un lato funziona come deterrente e dall’altro consente all’istituto di riappropriarsi del denaro non erogato dal soggetto finanziato.

Infine, il prestito con delega. Questo consente all’istituto di rifarsi su un terzo, che assume lo status di garante. Il rischio insolvenza è annullato dalla presenza di un altro soggetto che si propone come responsabile in caso di mancato pagamento delle rate. Ovviamente, questi deve offrire le adeguate garanzie.

Come si può notare, tutte e tre le forme di credito per cattivi pagatori puntano a compensare il rischio insolvenza attraverso specifici elementi: il recupero diretto della rata, la cambializzazione delle rate, la presenza di un garante.

 

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