Novità mercato mutui 2020: l’andamento di tasso fisso e variabile

Previsioni spread e tasso di mercato mutuo 2020

Con il nuovo anno, quale sarà l’andamento dei tassi di interesse? Si prevedono incrementi o discese per il mercato mutui 2020? Domande che interessano non solo le tante famiglie italiane che intendono sottoscrivere un mutuo (si stima che ogni anno siano 250 mila), ma anche chi mira alla surroga o alla rinegoziazione.

Sebbene i tempi non siano ancora maturi per una previsione accurata, al momento è possibile fare un pronostico valutando i due fattori su cui poggia il mutuo: spread e indici interbancari. Sono i due elementi che compongono il tasso di interesse finale.

Il primo rappresenta il costo applicato dalla banca al mutuatario per la concessione del finanziamento. L’indice interbancario invece è il parametro di riferimento per la definizione del tasso di interesse. Per i mutui a tasso fisso l’indice utilizzato è generalmente l’Euribor, mentre per quelli a interesse fisso è l’Eurirs.

Andamento mercato dei mutui a tasso fisso e variabile

 

Mentre per lo spread non sono previste variazioni per i prossimi 12 mesi, per l’andamento dei tassi il panorama è ben più sfaccettato.

Entrando nel merito delle logiche che guidano le variazioni di mercato, l’indice interbancario Irs segue generalmente l’andamento dei Bund tedeschi. Da agosto 2019 i tassi di questi ultimi hanno visto un incremento degli interessi e di conseguenza anche l’Irs ha vissuto un periodo positivo.

In quanto alle previsioni del mercato mutui 2020, gli esperti hanno ipotizzato un nuovo aumento sia dei Bund che dell’Irs. Dato che per il 2020 l’incremento dei Bund è previsto nella misura di 20-30 punti base, a meno di rialzi dello spread, è ragionevole aspettarsi un aumento dell’Irs del medesimo tenore.

Passando agli indici di riferimento per i mutui a tasso variabile, l’Euribor 3 mesi dovrebbe aggirarsi intorno al -0,38% ancora per un altro anno. Dal 2021 si prevede invece una lenta risalita del parametro, che dovrebbe raggiungere lo zero verso la primavera del 2024. Alla luce di questi pronostici, non si attendono grandi cambiamenti per quanto riguarda l’Euribor né per l’inflazione.

 

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