Quando si decide di acquistare la casa è importante informarsi su mutuo quando non viene concesso. Le eventualità possono essere diverse ed è bene ricordare che, in ogni caso, la banca è tenuta a una correttezza massima in fase precontrattuale.
Quando viene rifiutato un mutuo: le situazioni principali
Mutuo quando non viene concesso? A livello generale la risposta a questa domanda è una e prevede i casi in cui l’istituto di credito giudica il rischio d’insolvenza del cliente come superiore a una determinata soglia di guardia.
Una delle situazioni che rientrano in questa casistica è il reddito non sufficiente a sostenere l’impegno economico della rata. Gli istituti di credito considerano infatti come impegno massimo una rata pari a un terzo dello stipendio percepito dal cliente, al netto dell’imposizione fiscale e di altri finanziamenti in corso.
Concorrono a questo calcolo anche la tredicesima e la quattordicesima. Ciò significa che, se si guadagnano 1.000€ netti al mese, sarà molto difficile vedersi accordare la richiesta di un mutuo con una rata da 800.
Mutuo a cattivi pagatori: ecco cosa sapere
Capita spesso di avere come risposta alla domanda mutuo quando non viene concesso il riferimento all’iscrizione in CRIF. Avere alle spalle una storia creditizia problematica può infatti implicare l’iscrizione del proprio nominativo alla CRIF in qualità di cattivo pagatore o protestato.
Questo status quo rende difficile – se non impossibile – l’accesso al credito tramite le modalità più diffuse. Nei casi in cui il finanziamento viene concesso, l’istituto di credito si tutela applicando un interesse più alto, che può rendere la rata effettivamente poco sostenibile.
Mutuo rifiutato per questioni anagrafiche: quando può succedere?
In alcuni casi, quando ci si chiede mutuo quando non viene concesso, si riceve una risposta legata alle questioni anagrafiche. Il rispetto dei requisiti di età rappresenta una delle regole principali delle quali tenere conto quando si sceglie di richiedere un mutuo.
L’età minima per accedere al credito immobiliare è 18 anni mentre la massima varia a seconda delle regole dell’istituto di credito e raramente supera gli 80 anni. Se il cliente ha quest’età o se vi è vicino può capitare che l’istituto di credito rifiuti l’erogazione del mutuo.
Mutuo rifiutato per questioni lavorative: cosa sapere sui contratti a tutele crescenti
Domandarsi mutuo quando non viene concesso significa chiamare in causa la questione dei contratti a tutele crescenti, introdotti ufficialmente dal Jobs Act. Il varo dell’ultima riforma del lavoro ha formalmente eliminato la figura del lavoratore con contratto a progetto, introducendo il contratto lavorativo a tutele crescenti.
Ciò non significa poter tirare un sospiro di sollievo, dal momento che le modifiche allo statuto dei lavoratori rendono i professionisti assunti in questo modo a maggior rischio di licenziamento. I dati, vista la recente applicazione della riforma, sono ancora pochi, non certamente sufficienti per una stima seria.
Per questo motivo gli istituti di credito tendono a guardare con diffidenza chi richiede un mutuo presentandosi come titolare di un contratto di lavoro a tutele crescenti.
In questi casi il finanziamento tende a non essere concesso a meno che non si ricorra a un garante o non si sottoscriva una costosa polizza rischio impiego.