Spese aggiuntive mutuo casa: tutti i costi da considerare

Spese accessorie mutuo casa: da cosa derivano

Quando si decide di sottoscrivere un mutuo prima casa è necessario, oltre al costo dell’abitazione e agli interessi che matureranno nel tempo, mettere in conto una serie di spese accessorie legate all’acquisto. Si tratta delle spese aggiuntive mutuo casa, più comunemente note come spese accessorie. Ma vediamo nel dettaglio di cosa si tratta.

Nel momento in cui chiede un mutuo a una banca o finanziaria, il cliente deve sostenere una serie di spese aggiuntive. Per la valutazione della domanda di mutuo, infatti, il richiedente è chiamato a pagare le spese di istruttoria, che possono andare dallo 0,5% al 2% dell’importo totale erogato dall’istituto di credito. Una volta acceso il mutuo, tale somma verrà detratta direttamente dal finanziamento.

Spese aggiuntive mutuo casa: quanto si spende per perito e notaio

Altra spesa da considerare è rappresentata dall’imposta sui mutui ipotecari, trattenuta dalla banca per conto dell’erario, pari allo 0,25% del valore del finanziamento. Va precisato però che l’aliquota sale al 2% per i mutui volti ad acquisto o ristrutturazione della seconda casa e per i finanziamenti erogati da un ente di credito diverso dalla banca.

 

Ma questo non è tutto. Quando si acquista la prima casa vanno considerate anche le spese per le parcelle dei professionisti coinvolti, ossia il perito ed il notaio. Il primo è chiamato ad effettuare la perizia per il calcolo del valore dell’immobile, ed è incaricato dalla banca. In questo caso il costo varia fra i 150 e i 350 euro, più tutti i contributi (cassa previdenza, IVA e talvolta anche le spese per lo spostamento del perito).

Spese accessorie mutuo prima casa: cosa sono i costi di gestione

La presenza del notaio, invece è necessaria per validare la stipula del contratto. I costi sono abbastanza variabili, e in linea di massima si attestano fra i 2000 e i 3000 euro, IVA esclusa. Troviamo poi le spese legate ai documenti dal presentare in sede di domanda.

Capita spesso, infatti, che al momento della richiesta di mutuo, la banca richieda al futuro mutuatario tutta una serie di documenti, tra i quali troviamo anche i certificati anagrafici per i quali è richiesta un’imposta di bollo di 14,62 euro l’uno. Allo stesso modo, se l’acquirente è un libero professionista o lavoratore autonomo, dovrà fornire anche il certificato di iscrizione all’Albo o alla Camera di Commercio. Documenti che faranno ulteriormente lievitare il costo del mutuo.

Troviamo infine le spese di gestione del mutuo. Una volta ottenuto il finanziamento, il mutuatario si troverà a dover corrispondere tutti i costi di gestione che comprendono: le spese di incasso rata, il costo della polizza assicurativa (che viene spalmato per tutto il piano di ammortamento) e le spese per l’invio della certificazione annuale.

 

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