La crisi di questi anni ha portato sempre più persone a vivere situazioni di difficoltà relative al rimborso dei prestiti. In queste circostanze non è raro vedere il proprio nome iscritto alle banche dati dei cattivi pagatori e protestati, situazione che può comportare difficoltà nell’accesso al credito. Per questo motivo è utile avere le idee chiare sulla natura dei prestiti cambializzati cattivi pagatori, un’opzione utile per richiedere denaro quando si risulta iscritti ai Sic.
Prestiti cattivi pagatori: come funzionano i finanziamenti cambializzati
Come funzionano i prestiti cambializzati cattivi pagatori? Queste formule di accesso al credito si basano sul versamento di cambiali, ossia titoli di credito che il titolare del contratto di prestito ha la facoltà di convertire in denaro (può anche scegliere di continuare a vantare un credito presso l’istituto di credito che ha emesso i titoli).
Prestiti cambializzati: altre informazioni tecniche
I prestiti cambializzati cattivi pagatori prevedono il rimborso delle cambiali entro un lasso di tempo determinato al momento della sottoscrizione del contratto di prestito. In caso d’insolvenza, l’istituto di credito che ha emesso le cambiali ha la facoltà di rivalersi sui beni del titolare del contratto.
A questo punto è utile dare qualche informazioni sulle garanzie che è necessario presentare se si ha intenzione di richiedere un prestito cambializzato. Anche se si risulta cattivi pagatori o protestati è infatti bene presentare riferimenti in grado di garantire la solvibilità del prestito. Quali sono? La risposta varia a seconda della professione del richiedente. Se si parla di un dipendente la garanzia principale è costituita dal vincolo del TFR, mentre il libero professionista è tenuto a presentare la titolarità di una polizza vita da almeno due anni.
Prestiti cattivi pagatori: quali altre alternative?
I prestiti cambializzati cattivi pagatori sono una delle alternative per accedere al credito quando il proprio nome risulta iscritto alle banche dati. Quali sono le altre? Tra le più importanti è possibile includere la cessione del quinto dello stipendio o della pensione, la cui concessione non è subordinata al controllo delle banche dati.
Il prestito in questione può avere una durata massima di 120 mesi e prevede la decurtazione a monte della quinta parte della busta paga o dell’assegno pensionistico.
Cattivi pagatori: ecco come cancellarsi dalle banche dati
Oltre a informarsi su prestiti cambializzati cattivi pagatori è bene documentarsi su come cancellarsi dalle banche dati. In questo caso è necessario seguire una procedura che parte con la richiesta della visura alla Crif, documento che viene inviato dopo 15 giorni dall’istanza.
Una volta ricevuta la visura con le informazioni sulla propria posizione creditizia è possibile procedere con l’eventuale regolarizzazione, ricordando che in caso di ritardo di 1/2 rate è possibile richiedere la cancellazione del proprio nome dopo un anno dal pagamento.
Se invece il ritardo è pari a 2 o più rate, prima di richiedere la cancellazione è necessario che siano trascorsi almeno due anni dal perfezionamento della posizione creditizia. L’ultimo caso è quello del mancato pagamento, circostanza in cui è necessario far passare almeno tre anni dalla scadenza naturale del piano di ammortamento.