Diverse sono le proposte di modifica del decreto mutui presentate dal Pd, modifiche che il Governo proprio in questi giorni si preoccuperà di attuare, secondo quanto dichiarato nel corso della conferenza stampa alla Camera, le modifiche al testo saranno effettuate su vari punti come deciso in accordo tra la commissione Finanza ed il Governo.
Decreto mutui 2016: la vendita dell’immobile
Non si limiteranno a 7 rate ma saranno ben 18 le rate del proprio piano di ammortamento non versate che faranno scattare la morosità consentendo così alla banca di mettere in vendita l’immobile. Vendita che non passerà più dall’Asta giudiziaria ma solo se il cittadino decide di sottoscrivere una clausola di inadempimento.
Secondo le possibili modifiche che verranno apportate al decreto mutui nei prossimi giorni, in caso di sottoscrizione della clausola di inadempimento da parte del cittadino la vendita dell’immobile obbligherà la banca a cancellare il mutuo nonostante il valore del bene risultasse inferiore al debito non regolarmente versato dal proprietario dell’immobile.
Come già anticipato dai deputati del Pd le nuove modifiche che verranno applicate al decreto mutui ovvero sull’inadempimento non potranno essere applicate anche ai mutui già contratti o in caso di surroga mutuo.
Decreto mutui prima casa: il trasferimento dell’immobile alla banca
La clausola di inadempimento prevista dal decreto mutui non potrà essere obbligatoria per il cittadino che potrà decidere al momento della stipula del contratto di mutuo se sottoscriverla o meno, ma cosa succede se si sceglie di sottoscrivere la clausola di inadempimento?
In caso di inadempimento dopo un numero di 18 rate non versate alla banca, l’immobile potrà essere messo in vendita dalla stessa banca ma solo tramite uno specifico atto di disposizione dell’immobile rilasciato dal consumatore.
Rimane inoltre confermato il divieto di “patto commissorio” ma cercando di disciplinare invece il “patto marciano” riconosciuto già in giurisprudenza, ovvero in caso di vendita dell’immobile la banca potrà trattenere esclusivamente il credito dovuto alla banca restituendo al consumatore l’eventuale eccedenza.
Tra le principali proposte presentate dal Pd per cercare di tutelare il consumatore, la possibilità che in caso di inadempimento il trasferimento dell’immobile alla banca comporti l’estinzione del debito nonostante il valore dello stesso sia inferiore al debito residuo.
Clausole che come sottolineato da Michele Pelillo, capogruppo democratico in commissione Finanze alla Camera, permettono di evitare la procedura giudiziaria consentendo di risparmiare una spesa sia al cittadino che il deprezzamento della stessa casa.
Il cittadino in fase di scelta durante la stipula del proprio mutuo ipotecario potrà decidere se sottoscrivere la clausola per l’inadempimento o meno sotto l’assistenza da parte di un esperto di fiducia che guiderà il cittadino durante l’intera procedura e sotto la vigilanza della Banca d’Italia.