Mutui tasso fisso o variabile, quale la scelta migliore?

Mutui tasso fisso o variabile, l’eterno dilemma

Scegliere se mutui tasso fisso o variabile è una delle prime questioni da trattare quando si è alla ricerca di un finanziamento. Il criterio è sempre lo stesso, la convenienza, ma ottenere questo risultato è difficile. Sono tante le variabili pertinenti in un periodo di rimborso che raggiunge (e talvolta supera) i 30 anni.

È difficile, se non del tutto inutile, prevedere il futuro. La pratica insegna che, nella maggior parte dei casi, quando si determina un tasso fisso prossimo al 5% è conveniente sfruttarlo. Se i valori toccano questa soglia, il margine di risparmio offerto dal tasso variabile si riduce, mentre crescono i rischi associati agli aumenti.

Se invece i tassi si allontanano dal 5%, diventano progressivamente più interessanti le proposte a tasso variabile. Con tutta probabilità quest’ultimo rimarrà sotto al mutuo a tasso fisso per buona parte del tempo.

Euribor 1 mese, un’altra variabile da considerares

Nel novero dei fattori da considerare va contemplato anche il valore dell'Euribor. Quando è molto contenuto vi sono poche possibilità fisiche di riduzione, riservando margine agli aumenti. Qualora la differenza rispetto alle proposte a tasso fisso si sostanzi in appena un punto percentuale, il tasso variabile risulterà una scelta non conveniente.

 

Tra i mutui a tasso variabile dobbiamo valutare anche i finanziamenti che implicano un tetto massimo alla rata mensile. Il cliente può sottoscrivere infatti una assicurazione che va a sostenere i costi in eccedenza nell’eventualità in cui i tassi superino un certo livello.

Altra possibilità è costituita dal tasso variabile con rata costante. Grazie a un contratto con una durata variabile avremo una rata fissa a prescindere dalle variazioni di tasso. Ma si tratta comunque di una comodità pratica piuttosto che un beneficio economico. Gli aumenti dei tassi avranno un effetto diretto sulla durata.

È necessario inoltre rilevare che in alcuni periodi, molto limitati temporalmente, possono verificarsi momenti di tensione dei mercati che hanno effetti sui “tassi a breve”. In queste situazioni i finanziamenti a tasso variabile possono avere dei costi maggiori rispetto ai mutui a tasso fisso.

Sono situazioni classificate come vere e proprie anomalie, che, di solito, si estinguono nello spazio di qualche mese. Ma si tratta in ogni caso di situazioni da contemplare.

 

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