Mutuo prima casa, cosa c’è da sapere

Il mutuo prima casa è il prestito rivolto a coloro che ancora non sono proprietari di alcun immobile. Si tratta della tipologia di mutuo più richiesta in Italia anche per essere particolarmente conveniente rispetto alle altre forme di prestito. Il tasso di interesse è infatti inferiore al confronto dei prezzi sul mercato del credito di consumo. Una volta scelto l’immobile, bisogna calcolare quale cifra richiedere.

Per il mutuo prima casa, la banca copre generalmente l’80% del valore di mercato dell’immobile. Può capitare, però, che venga finanziato l’intero valore a fronte di garanzie ed interessi maggiori. Il requisito principale per accedere a questa forma di prestito è quello di non essere titolare esclusivo di altri immobili o in comunione con il coniuge di diritti di proprietà, usufrutto o uso di un altro immobile nel territorio del comune in cui è sita l’abitazione oggetto di acquisto con mutuo agevolato. Il richiedente non deve essere titolare, né per quote o in comunione con il coniuge, di diritti di proprietà.

 

La banca per poter esprimere un primo parere di fattibilità, ossia la concessione del mutuo prima casa, tiene conto di quattro importanti elementi: il reddito del e del nucleo familiare riportato dalla dichiarazione dei redditi; il valore dell’immobile per cui viene richiesto il finanziamento; la presenza di garanzie supplementari prestate da terzi; il rapporto “rata/reddito”, che viene stabilito dalla banca indicativamente intorno al 30% del reddito mensile complessivo dei richiedenti, per non gravare eccessivamente sul bilancio familiare e garantire, quindi, la restituzione di quanto dovuto. Superata questa fase, bisogna inoltrare alla banca tutta la documentazione a conferma di quanto dichiarato nella richiesta di mutuo che varia a seconda della posizione lavorativa del richiedente. Il lavoratore dipendente dovrà fornire sia la dichiarazione del datore di lavoro sulla propria anzianità di lavoro che l’ultima busta paga e copia dell’ultimo modello Cud o modello 730. In caso di lavoratore autonomo o libero professionista bisognerà fornire copie del modello Unico Pf e l’estratto della Camera di Commercio Industria ed Artigianato nel caso di lavoratore autonomo e attestato di iscrizione all’Albo professionale nel caso di libero professionista.

Infine tutti, ad integrazione dei documenti elencati, dovranno presentare il certificato di nascita, il certificato di stato civile oppure l’estratto dell’atto di matrimonio completo di tutte le annotazioni, l’estratto di matrimonio contenente tutte le eventuali convenzioni patrimoniali stipulate tra i coniugi, copia della sentenza del tribunale in caso di persone divorziate o separate legalmente, copia del compromesso, planimetria dell'immobile e delle eventuali pertinenze (cantina, solaio, box), copia del certificato di abitabilità, copia dell'ultimo atto di acquisto dell'immobile. Se l'immobile è pervenuto per successione, occorre presentare il modello 240 o il modello 4 dell'ufficio successioni. Una volta acquisita la documentazione inoltrata dal cliente ed effettuati ulteriori necessari accertamenti, la banca delibera sull’erogazione o meno del finanziamento e ne dà immediata comunicazione al richiedente, fissando altresì la data della stipula dell’atto pubblico di finanziamento.

di Tiziana Casciaro

 

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