I prestiti Inpdap nel 2015

Nati come opportunità offerta dall’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale ai dipendenti a tempo indeterminato e ai pensionati Inps, i prestiti Inpdap sono una forma di finanziamento volti a soddisfare le esigenze dei richiedenti. L’Inpdap, confluito nell’Inps, eroga tre tipologie di prestiti personali: i piccoli prestiti Inpdap, prestiti pluriennali diretti e prestiti pluriennali garantiti. L’erogazione del prestito può essere sia diretta quando è lo stesso Inpdap ad offrire i fondi a disposizione dell’Istituto o indiretta quando il capitale del finanziamento richiesto è versato da istituti bancari e finanziari con cui l’Inpdap è convenzionato.

Il piccolo prestito fornisce una somma di denaro atta a rispondere ad improvvise necessità ed offre un capitale massimo di 5.000 euro con un piano di ammortamento dai 12 ai 48 mesi. Si rivolge a tutti i dipendenti e pensionati pubblici iscritti alla Gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali Inps (ex Inpdap) e presenta come interessi un tasso nominale annuo del 4,25% e le spese di amministrazione pari a 0,50%. La strutturazione del rimborso varia a seconda del richiedente ed è fondata su diverse alternative, da un minimo di un anno ad un massimo di tre anni, a cui si sommano dunque una quota interessi e una capitale.

I prestiti pluriennali forniscono invece una somma di denaro che permette al richiedente di poter fronteggiare delle spese di carattere personale e familiare. Ad accedervi possono essere i dipendenti e i pensionati pubblici iscritti alla Gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali con 4 anni di anzianità di servizio e 4 anni di versamento contributivo. Il richiedente, inoltre, deve avere un contratto di lavoro a tempo indeterminato; in caso di contratti a tempo determinato, questi non devono essere inferiori a tre anni. La durata del prestito può estendersi da cinque a dieci anni: nel primo caso l’importo va restituito in 60 rate mensili, nel secondo invece in 120 rate mensili.

 

Come interessi il tasso nominale annuo è del 3,50% e le spese di amministrazione sono pari a 0,50%. In alternativa c’è anche la possibilità di accedere ai prestiti pluriennali garantiti che assicurano maggiore sicurezza nei casi di decesso dell’iscritto prima che venga estinta la cessione; di riduzione dello stipendio del cedente e nella circostanza in cui venga cessato il servizio senza diritto a pensione. In questo caso i richiedenti devono essere in servizio ed avere almeno quattro anni di servizio effettivo nel rapporto di impiego utili a pensione; due anni in caso di invalidità o quando si tratta di mutilati di guerra. La durata è variabile e va dai cinque ai dieci anni. Il tasso di interesse viene stabilito dagli istituti di credito e dalle società finanziarie.

Gli istituti devono indicare in modo esplicito il Taeg. Un’altra tipologia di prestito personale è quella dei mutui Inpdap che possono concedere fino ad un massimo di importo di 300mila euro. Un beneficio che consente di richiedere a dipendenti pubblici a tempo indeterminato e a pensionati Inps (ex gestione Inpdap) un mutuo agevolato per l’acquisto della prima casa non di lusso. Tale importo, inoltre, può essere aumentato di ulteriori 5.000 euro a copertura delle spese accessorie all'atto notarile di compravendita come previsto dall'art. 8 del Regolamento. La domanda mutui Inps 2015 può essere presentata solo per via telematica allegando tutta la documentazione richiesta entro date specifiche, ossia: dal 1° al 10 gennaio, dal 1° al 10 maggio, dal 1° al 10 settembre 2015. Per chi volesse saperne di più, vi segnaliamo questo articolo che riporta numerosi approfondimenti sul prestito inpdap su Info prestiti sul web.

di Tiziana Casciaro

 

Maggiori informazioni qui: