Guida alla sospensione mutui Inpdap, come sospendere le rate di ammortamento

Guida alla sospensione mutuo Inpdap 2018

Con la crisi economica sempre più mutuatari si trovano in difficoltà con il rimborso delle rate del finanziamento, e i dipendenti pubblici non fanno eccezione. Per questo l’Inps ha introdotto la possibilità di richiedere la sospensione mutui Inpdap.

Si tratta della possibilità di interrompere il pagamento delle rate per chi ha sottoscritto un mutuo con la Gestione ex Inpdap dell’Inps. Ricordiamo infatti che nonostante la soppressione dell’ente dipendenti e pensionati pubblici possono ancora beneficiare dei mutui agevolati concessi dall’Inpdap. Finanziamenti che dal 2012 sono erogati dall’Inps tramite la Gestione Unitaria delle prestazioni creditizie e sociali.

Grazie all’introduzione del nuovo Regolamento Mutui Inpdap, quanti hanno sottoscritto un mutuo ipotecario con l’ente previdenziale a partire da ottobre 2015 hanno la possibilità di richiedere la sospensione delle rate di ammortamento. Ma vediamo nel dettaglio quando è possibile ottenere la sospensione mutui Inpdap.

Chi può ottenere la sospensione rata mutuo

La prima cosa da chiarire quando si affronta l’argomento della sospensione mutuo Inpdap è che questa possibilità è accessibile anche a quanti risultano morosi. L’Inpdap accorda infatti la sospensione delle rate di ammortamento anche ai mutuatari che non hanno rimborsato regolarmente il finanziamento.

In questi casi, però, è indispensabile che la morosità sia considerata incolpevole, ovvero che il mutuatario si trovi in situazioni di particolare difficoltà.

 

Nello specifico, la Gestione ex Inpdap dell’Inps riconosce come situazioni di morosità incolpevole i seguenti scenari.

  • Morte del titolare del mutuo o del coniuge.
  • Malattia del titolare del mutuo o del coniuge in seguito a taglio della retribuzione o aspettativa senza assegni.
  • Involontaria perdita del posto di lavoro del titolare del mutuo o del coniuge.
  • Separazione giudiziale del titolare del mutuo.
  • Furto o danni alla casa di residenza del mutuatario e del suo nucleo familiare che non siano coperti da assicurazione.
  • Eventi calamitosi avvenuti nel territorio in cui si trova l’immobile oggetto di mutuo e dichiarati dalle autorità competenti.
  • Spese sostenute per l’assistenza continuativa a un membro del nucleo familiare del titolare del mutuo.
  • Spese mediche e ricoveri ospedalieri sostenute in seguito a una malattia o un infortunio di un membro del nucleo familiare del titolare del mutuo.

Oltre a quelle sopra citate, l’Inps valuta anche ulteriori situazioni che possano configurarsi come di morosità incolpevole. Situazioni che però devono aver portato ad una oggettiva e comprovata riduzione della capacità reddituale del nucleo familiare del mutuatario.

Richiesta sospensione mutuo Inpdap

Ma come richiedere la sospensione mutui Inpdap? Le istanze per la sospensione delle rate devono essere trasmesse alla direzione provinciale Inps competente per territorio. Sarà questa poi ad occuparsi di inviare la richiesta all’apposita Commissione Inps che valuta le varie richieste di sospensione e rinegoziazione del mutuo.

Per quanto attiene ai tempi per la presentazione della domanda, questa va inoltrata entro 90 giorni dalla data di scadenza della seconda rata non versata. Nel caso in cui si ecceda questo termine, le istanze di sospensione non prese in esame.

È necessario precisare inoltre che in caso di accettazione della richiesta di sospensione, per il periodo di interruzione al mutuo si applicano degli interessi semplici. Tali interessi corrispondono al tasso applicato al mutuo a regime, maggiorato di un punto.

Il mutuatario ha inoltre la possibilità di scegliere la data per il rimborso delle rate sospese e delle varie spese applicate. Per il conteggio dell’importo da versare è necessario rivolgersi alla sede Inps competente per territorio. Ricordiamo infine che la sospensione dei pagamenti può interessare al massimo due rate di ammortamento.

 

Maggiori informazioni qui: