Condizioni e vantaggi del mutuo per ristrutturazione

Mutui per ristrutturare casa: come funzionano e quando convengono

Il mutuo per ristrutturazione è una formula di mutuo meno conosciuta rispetto al mutuo casa. Si tratta di un prodotto pensato per affrontare spese di ristrutturazione della casa.

Ma quando scegliere i mutui ristrutturazione? Solitamente questi prodotti sono consigliati per affrontare spese che eccedono la soglia dei 30 mila euro. Per importi più bassi è preferibile ricorrere a un prestito per ristrutturazione.

La ragione è da ricondurre alle caratteriste die due prodotti. Sebbene i prestiti per ristrutturazione non richiedano l’accensione di un’ipoteca, presentano interessi più alti di quelli previsti per i mutui. Ragione per cui, nel lungo periodo, risultano meno vantaggiosi.

Il mutuo per ristrutturazione, invece, ha caratteristiche molto simili ai mutui prima casa. Garantito da un’ipoteca immobiliare prevede una durata massima di 30 anni e la concessione di importi fino all’80% del valore della casa oggetto di interventi.

I documenti da presentare

 

Come ottenere un mutuo per ristrutturazione? La procedura per la presentazione della domanda è la stessa dei mutui casa, ma variano i documenti da presentare in sede di domanda.

Al momento della richiesta infatti è necessario produrre non solo i tradizionali documenti di reddito, ma anche la documentazione castale. Sono necessari anche i permessi rilasciati dal Comune per l’avvio dei lavori. Si dovranno inoltre presentare i preventivi rilasciati dall’impresa che dovrà effettuare i lavori.

Ricordiamo inoltre che l’erogazione del capitale può avvenire sia in un’unica tranche che in più fasi, in base allo stato di avanzamento dei lavori.

Se la casa oggetto degli interventi è adibita ad abitazione principale è possibile anche beneficiare delle agevolazioni fiscali per la prima casa. Tra queste ricordiamo la possibilità di detrarre ai fini Irpef le somme corrisposte a titolo di interessi passivi. La detrazione è prevista nella misura del 19% e fino a un massimo di 4 mila euro l’anno.

 

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