Cosa stabilisce il regolamento mutui Inpdap
Quando si parla di mutui Inps si fa riferimento a finanziamenti dedicati a dipendenti e pensionati ex Inpdap. Si tratta dei mutui ipotecari Inpdap, passati di competenza dell’Inps con la soppressione dell’ente previdenziale della pubblica amministrazione, avvenuta a gennaio 2012 ad opera del Governo Monti. Il Regolamento mutui Inps è l’insieme di norme che stabilisce i criteri per l concessione e il rimborso dei mutui ex Inpdap.
Nonostante la soppressione dell’Inpdap infatti i mutui agevolati sono ancora attivi. L’erogazione avviene ad opera della Gestione Dipendenti Pubblici dell’Inps, ufficio che si occupa di amministrare le prestazioni ex Inpdap.
Prodotti a garanzia ipotecaria che consentono di ottenere somme fino a un massimo di 300 mila euro. L’importo erogabile varia a seconda della finalità del mutuo, come stabilito dal relativo regolamento. Il Regolamento mutui Inps prevede diverse finalità per la concessione dei finanziamenti, che distingue in tre categorie.
Nello specifico, è possibile ottenere mutui Inps ex Inpdap per:
- Acquisto, costruzione in proprio, ampliamento o completamento su terreno di proprietà di un’abitazione destinata a residenza e non avente caratteristiche di lusso. Importo massimo 300 mila euro.
- Esecuzione di opere di ristrutturazione, manutenzione, trasformazione, adattamento o ampliamento dell'unica abitazione di proprietà destinata a residenza del richiedente. La somma massima finanziabile è pari al 40% del valore immobiliare, fermo restando un limite di 150 mila euro.
- Acquisto o costruzione di un box auto o di un posto auto distante non oltre 500 metri dalla casa di proprietà. L’importo massimo è di 75 mila euro.
Rimborso e tassi 2024
Come già accennato, il regolamento mutui stabilisce anche le condizioni per il rimborso del capitale. I mutui possono essere rimborsati in 10, 15, 20, 25 o 30 anni. Il rimborso avviene con un piano di ammortamento a rate semestrali. Il tasso di interesse può essere fisso o variabile.
A tal proposito ricordiamo che a maggio 2017 l’Inps ha modificato le condizioni per la definizione del tasso di interesse. In caso di mutui a tasso fisso abbiamo un Tan definito con il metodo del loan to value, ossia calcolato in base al rapporto tra i valore del mutuo e quello dell’immobile.
| TAN in funzione della percentuale di intervento (LTV) | |||
| Durata (fino a) | <= 50% | 50% - 80% | > 80% |
| 10 anni | 1,15% | 1,33% | 1,73% |
| 15 anni | 1,51% | 1,69% | 2,20% |
| 20 anni | 1,65% | 1,83% | 2,38% |
| 25 anni | 1,97% | 2,03% | 2,65% |
| 30 anni | 1,97% | 2,03% | 2,65% |
Chi invece sceglie un mutuo a tasso variabile si vedrà applicare un pari al valore dell’Euribor a 6 mesi, maggiorato di 200 punti base. In merito si fa riferimento al valore dell’Euribor rilevato al 30 giugno o al 31 dicembre del semestre precedente e applicato al debito residuo.
I requisiti da rispettare
Ma chi può ottenere i mutui Inpdap? Come stabilito dal Regolamento mutui Inps hanno accesso al credito esclusivamente i dipendenti e pensionati pubblici iscritti al fondo credito dell’Inps, la Gestione Unitaria delle prestazioni creditizie e sociali.
Per i dipendenti pubblici è richiesta la presenza di un contratto di lavoro a tempo indeterminato.